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Chi ti credi d'essere? Sei qualcuno? Domande...

Storie di donne, mai a confronto. Ma a conforto e sostegno una dell'altra. Percorsi scavati a mani nude nella propria mente e nel proprio cuore. Ogni nuovo passo non è mai banale e se ne cerca il senso, con una tenacia tutta femminile.

"La sorpresa fu il suo desiderio, quasi la pretesa che ogni cosa tornasse a essere lì apposta per lei, semplice e compatta come il servizio di recipienti da gelato, tanto da convincerla di non essere solo in fuga da delusioni, perdite e abbandoni, ma anche dal loro esatto opposto: dalla cerimonia violenta dell'amore dallo stato di frastornata alterazione che comporta. Perfino quando non era pericolosa faceva fatica ad accettarla. In un modo o nell'altro l'amore ti derubava sempre di qualcosa: una sorgetne di equilibrio interiore, un piccolo nocciolo duro di onestà." Alice Munro

“Per la maggior parte del tempo non avevo fatto altro che avanzare alla cieca da un giorno all’altro...

Eppure dentro di me la vita ardeva. Benché fosse poca cosa, era pur sempre l’unica testimonianza del mio esserci, la mia sola creazione, e qualcosa in me non poteva accattare che si trattasse di un evento privo di importanza. Quel qualcosa doveva essere sempre rimasto in attesa di poter sollevare la mano per chiedere ascolto, perché alla fine, non appena me ne si presentò l’occasione, accettai di raccontarmi. Sono sola, pensai, non ci perdo nulla. Invece avevo un gran bisogno di parlare. Anzi, avevo un gran bisogno di gridare.” Nuala O'Faolain

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gli orari scolastici

Ovvero, l'arte di rendere la vita delle famiglie una griglia infernale: 8:00, 8:10, 8:30, 10:30, per una settimana, poi 12:15, 13:30 a giorni alterni 16:30, ma 14:15 per la prima settimana...al figlio in autobus gli devi aggiungere un'ora prima e dopo, a quello a piedi 20 minuti, l'altro tocca prenderlo in macchina. Comincia un lungo anno scolastico fatto di svegliette, panini, e tempo buttato.